Render
Miky · Case study
Abbiamo disegnato il marchio, il simbolo, la palette, la tipografia, il pattern, il personaggio, il tono di voce e i contenuti social.
Il progetto
Per P49 abbiamo costruito da zero l'identità di Miky, il computer di casa che fa le cose al posto tuo. Non un logo appoggiato su un prodotto: un sistema intero, dal simbolo alle parole.
Il punto di partenza era un oggetto con una faccia. Da lì abbiamo ricavato tutto: la testa è diventata il simbolo, la presa d'aria il pattern, gli occhi il colore vivo del marchio. Ogni scelta ha una regola, e ogni regola sta nel manuale del marchio che abbiamo scritto — la fonte unica per packaging, render, video, app e social.
L'idea
Non aspetta che tu chieda.
Il concept che abbiamo messo al centro di tutto: Miky fa le cose prima che tu le chieda. Da qui nasce ogni scelta dell'identità — un personaggio calmo, un solo colore vivo, parole che raccontano cose già fatte invece di promesse.
La forma corta
- Si accende.
- Impara.
- Agisce.
- Custodisce.
Quattro passi al posto della tagline quando lo spazio è poco. Qui si accendono come fanno gli occhi di Miky.
Il logo
Tre lockup, un disegno solo.
Abbiamo disegnato un logotipo che scrive miky.ai ed è un segno, non una parola, con il payoff ALREADY DONE già disegnato dentro. Poi l'abbiamo declinato in tre lockup, uno per ogni formato.

Lockup A
Completo
Simbolo, logotipo e payoff. È il primario: copertine, packaging, chiusure video, fiera.

Lockup B
Senza payoff
Simbolo e logotipo. È il lockup di lavoro, quello che regge anche le misure piccole.

Lockup C
Solo logotipo
Logotipo con payoff, dove il simbolo c'è già altrove: testate, firme, fasce.
Le tre tinte

Bianco su scuro
Su Noir, foto scure e chiusure video. Contrasto 19,5:1.

Lobster su chiaro
Quando il marchio deve parlare: copertine, packaging, fiera. Su Avorio 4,7:1.

Carbone su chiaro
Quando il rosso ruberebbe la scena, o si stampa a una tinta. Su Avorio 15,9:1.
Una tinta sola
Simbolo e logotipo hanno sempre lo stesso colore: non esiste una bicolore. Se il fondo non regge, si cambia il fondo.
Area di rispetto
Alta quanto la testa del simbolo, su tutti e quattro i lati. Dentro non entra niente, nemmeno il bordo pagina.
Il file non si ridisegna
Non si ricompone, non si spazia, non si ricolora. La k è in due pezzi staccati: è il disegno.
Il simbolo
Non è ricalcato: è costruito.
L'abbiamo costruito solo con cerchi, rette e archi tangenti, generati da nove numeri in rapporto al raggio della cupola R. La metà destra è la sinistra specchiata: la simmetria è esatta per costruzione.
- Cupolaraggio R
- Base0,07547 R sotto il centro
- Raccordor 0,18789 R
- Occhir 0,19446 R
- Palliner 0,14546 R
- Stelo57,6627°
- Barra1,73692 × 0,22506 R
- Stacco0,09970 R
25 nodi, 21 segmenti. Cupola, due antenne, due occhi e la barra: è la testa di Miky, già presente nel marchio.
Il colore
La scocca ha un colore solo. E non si tocca.
Miky Lobster · Master
#C8402A
RGB 200 · 64 · 42
CMYK 0 · 68 · 79 · 22
Bianco su Lobster 5,0:1 — passa AA.
Mai variarne la tonalità tra materiali.
L'avorio e il Noir portano le scene. Il Lobster è il prodotto. Il Cyan è la vita: lo usiamo solo dove succede qualcosa.
Miky Lobster #C8402A
Prodotto e brand · master
Miky Cyan #35E0E8
Occhi e UI · solo elementi vivi
Noir #0C0C0E
Fondi hero, foto, video
Avorio #FAF8F5
La carta: documenti, stampati
Lobster Light #DE5541
Highlight scocca, testo su Noir
Lobster Deep #9E2F12
Ombre scocca · mai testo
Carbone #1D1D1F
Testo su chiaro, superfici
Grigio #8A8A8A
Note e didascalie
Le proporzioni d'uso
Il Cyan resta l'ultimo: è ciò che lo tiene vivo. Ogni contrasto è ricalcolato sul fondo reale — soglia AA 4,5:1 per il testo corrente, 3:1 sopra i 24 px — perché per i prodotti venduti nell'Unione l'accessibilità non è una gentilezza: è un obbligo.
Gli elementi
Il pattern listelli.
Dalla presa d'aria del prodotto abbiamo ricavato la supergrafica di marca: barre orizzontali arrotondate, sfalsate riga per riga, rapporto barra : vuoto = 1 : 1. Un dettaglio vero dell'oggetto, non una texture inventata.
Dove vive
Bordi pagina e bande, retro di packaging e biglietti, fondi di copertine, nastro adesivo, tessuti. Avorio su Lobster, Carbone su Avorio, Lobster Deep su Noir.
Dove non va
Mai sotto testo lungo, mai in Cyan, mai sopra le foto del prodotto, mai due scale diverse nella stessa pagina.
La tipografia
Due caratteri, due mestieri.
Abbiamo scelto due caratteri e dato a ciascuno un compito: Manrope per la voce del marchio, Inter per leggere. Nessuna sovrapposizione, e mai un terzo.
Display · titoli e cifre
Manrope
ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ abcdefghijklmnopqrstuvwxyz 0123456789
Light 300Medium 500SemiBold 600Bold 700
Light 300 per i titoli sopra i 40 px: è la voce del marchio. Bold 700 per i titoli piccoli e le enfasi, Medium 500 per sottotitoli ed etichette.
Testo · corpo, interfaccia, didascalie
Inter
ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ abcdefghijklmnopqrstuvwxyz 0123456789
Le cose che continui a rimandare restano lì perché nessuno le fa.
Regular e Medium per i testi, SemiBold per l'enfasi dentro la frase. Importi ed esiti in cifre tabellari: 84,20 € · 12,99 €. Niente monospace.
Non aspetta che tu chieda.
Impara la tua settimana e agisce entro i limiti che gli hai dato.
Titolo piccolo · Manrope Bold
Testo corrente in Inter Regular, interlinea 1,4: l'enfasi sta dentro la frase, mai su frasi intere.
Nota in grigio, mai sotto 9 pt su fondo chiaro.
La scala applicata: titolo, sottotitolo, titolo piccolo, corpo, nota
Il titolo
Massimo otto parole. Se non ci stanno, il titolo sta dicendo due cose: se ne taglia una.
Quando il font non c'è
Il carattere di marca è una preferenza, non una garanzia. Meglio Arial ben impaginata che il font giusto che si rompe.
Il puntino vivo
L'occhio di Miky dentro le parole.
Abbiamo trasformato il puntino della «i» in un occhio acceso. Costa zero, si vede da lontano e firma un pezzo senza aggiungere un logo: su miky.ai sempre, nei titoli una parola per volta.
Semplıfica tutto.
Il sistema al lavoro
Render e social.
L'identità messa alla prova sui contenuti: i render di prodotto e i post social che abbiamo prodotto per il lancio di Miky, tutti costruiti sulle stesse regole.














L'iconografia
Una parola per ogni cosa.
Abbiamo disegnato una famiglia di icone che raccontano l'oggetto, non il concetto: griglia 24 px, un solo spessore, terminali tondi, al massimo un punto Cyan. E a ogni cosa di cui Miky si occupa abbiamo dato un nome solo, sempre lo stesso.
Ricorrenze Viaggi Agenda Email Lavoro Documenti Amministrazione Acquisti Ristoranti
Auto Casa Salute Famiglia Tempo libero Contatti Telefonate Messaggi Emergenze
Packaging
Una firma sola, incisa.
Il lockup completo inciso sul coperchio, il logotipo ripetuto piccolo sul fondo. Due firme per pezzo, al massimo — lockup, simbolo, pattern o puntino vivo: se in un pezzo ce ne sono tre, una è decorazione.
Le parole · la tagline
Abbiamo scritto una tagline in due lingue che non è una traduzione: è la stessa frase nella lingua di chi legge. Tre battute, e l'ultima ti toglie il lavoro.
Italiano
Mettilo in un angolo. Dagli la rete. Il resto lo fa lui.
English
Put it in a corner. Give it internet. Let it work.
La variante sui punti
Mettilo in un angolo Dagli la rete Il resto lo fa lui
I tre punti fermi diventano tre occhi: è la firma più bella del sistema. Una volta per pezzo, e mai insieme al puntino sulla «i».
La firma corta
Miky. Il tuo agente AI.
Chiude caption e post quando la tagline non ci sta. Il payoff ALREADY DONE non si aggiunge: è già dentro il lockup.
Già fatto
Il volo delle 18:40 è cancellato.
Ho prenotato quello delle 20:10.
Transfer spostato. Entro la soglia che hai fissato.
Il tono in pratica
Miky non descrive cosa sa fare: racconta cosa ha già fatto. Una riga in Teal per quello che è successo mentre non c'eri, una in Ember per quello che ha fatto lui — sempre dentro i limiti che gli hai dato.
Cosa abbiamo consegnato
Un manuale, un sistema.
Un'identità che non aspetta che tu chieda.